Sant’Arsenio, da una settimana è sospesa la raccolta rifiuti: il comitato “No Biometano” chiede spiegazioni al Comune


Dallo scorso 3 settembre i cittadini di Sant’Arsenio, con un avviso a firma del sindaco, Donato Pica sono stati invitati a non conferire le frazioni di indifferenziato, plastica, carta e vetro ad eccezione della frazione umida. Nell’avviso il primo cittadino spiegava che questa decisione, era stata adottata poichè “la ditta affidataria del servizio di trasporto dei rifiuti solidi urbani aveva comunicato che dal 30 agosto 2019 non avrebbe più potuto garantire il conferimento dei rifiuti presso le strutture Ges.Co ed Ecoambiente Salerno”. Inoltre, l’avviso terminava con le rassicurazioni relative ad una risoluzione repentina del disagio. Da circa una settimana, quindi, nel piccolo centro non vengono ritirati i rifiuti secondo il calendario della raccolta differenziata, ad eccezione della frazione organica. Sui social, soprattutto, i cittadini hanno cominciato ad alzare la voce accusando l’amministrazione “di protrarre una situazione che sta diventando insostenibile”. Nella giornata di oggi, con un documento, è intervenuto il Comitato “No Biometano” di Sant’Arsenio che chiede al sindaco e all’assessore all’ambiente delucidazioni in merito a questo disagio e sopratutto che tempi si prospettano. Di seguito la nota del Comitato “No Biometano” di Sant’Arsenio: “Nel riconoscere l’impegno dell’Amministrazione Comunale nel continuare la raccolta della frazione umida dei rifiuti nonostante la chiusura della Ges.Co, non possiamo non considerare come mai non sono state adottate misure idonee per continuare la raccolta dell’indifferenziato, del multimateriale e della carta, cosi come attuato da altri Comuni (vedi il Comune di Atena Lucana con Ordinanza Sindacale prot. 5306 del 08.08.2019). Al laconico comunicato della ditta General Enterprise s.r.l. del 28.08.2019, l’Amministrazione Comunale ha sospeso il servizio di raccolta dei rifiuti “SCARICANDO” il problema sui cittadini con le relative difficoltà di accumulare rifiuti nelle abitazioni e con il rischio concreto di abbandono degli stessi nelle campagne limitrofe al centro abitato . Allora ci chiediamo: La sospensione del servizio è conseguente a situazioni programmate? Perchè la ditta affidataria del servizio non ha pianificato azioni per supplire alla chiusura degli impianti di trasferimento dei rifiuti? Perché non sono stati individuati altri siti di conferimento? Poiché la mancata raccolta dei rifiuti, perpetrata per giorni e giorni, potrebbe configurare il reato di interruzione di pubblico servizio (art. 340 codice penale) e anche di violenza privata (art. 610 codice penale), essendo il sindaco e l’amministrazione comunale (assessore competente, dirigente responsabile del servizio) responsabili del controllo sulla gestione del servizio esternalizzato alla società appaltatrice, quali misure di verifica sono state adottate? Che cosa prevede il contratto di appalto del servizio in questi casi? La revoca dell’appalto? Una penale per la ditta? Non avendo provveduto la ditta, perché non è stata l’Amministrazione Comunale ad intraprendere azioni per gestire le difficoltà oltre a chiedere la collaborazione dei cittadini? Cittadini che meritano di sapere QUANDO TERMINERÀ LA SOSPENSIONE DEL SERVIZIO e di AVERE DELLE RISPOSTE alle domande poste. Si coglie l’occasione per ricordare che si è ancora in attesa di avere risposta alla nota inviata tramite pec il 29.08.19 e relativa a “Situazione Ergon di Polla . Richiesta adozioni provvedimenti”. Il Presidente del Comitato Dott. Anna Maria Rizzo

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