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Nelle urne la rivolta del sud e la vendetta delle aree interne: bocciate le politiche PD, M5S primo partito


Il Boom del Movimento 5 Stelle, il fenomeno Lega che irrompe anche nel Vallo di Diano, la tenuta del centro destra ed il crollo del PD: sono dati eclatanti e incontestabili dello tsunami elettorale con il quale anche i cittadini a sud di Salerno hanno voluto punire con il loro voto le politiche fallimentari rivolte negli ultimi anni alle aree interne. Sono innumerevoli le letture alle quali questo voto complesso si presta, ma una è incontestabile: si potrebbe dire “cronaca di una morte annunciata” parafrasando il grande Gabriel García Márquez. Alla débâcle nazionale del Partito Democratico fa riscontro la pesantissima sconfitta accusata anche in Campania e nel Salernitano dal partito di Renzi. Quella condotta nel segreto dell’urna con il proprio voto è stata una chiara e rabbiosa ribellione dei cittadini, ad una politica di governo che ha portato negli ultimi anni le aree interne verso una sempre maggiore perdita di servizi, di opportunità di sviluppo economico e di lavoro. E questo con una filiera che, almeno guardando al Vallo di Diano, ha visto la maggior parte dei comuni a guida PD, la Provincia (per quello che vale) a guida PD, la Regione Campania a guida PD e così fino ad arrivare al Governo Nazionale: insomma “se non ora, quando?”. E invece sono proprio due mondi diversi, quello percepito dalla politica renziana che parla di indici positivi e di crescita, e quello reale dove, in particolare nelle nostre aree interne, non si arriva alla fine del mese. In un lento stillicidio dove vengono sottratti servizi sacrosanti come tribunali, carceri, dove la sanità non è per tutti o a portata di tutti, dove il tema della sicurezza e dei migranti è stato eccessivamente sottovalutato. E sono due mondi diversi anche quelli che hanno visto i sindaci PD del Vallo di Diano firmare una petizione per la candidatura di Franco Alfieri, per poi essere puniti dai loro cittadini che di certo hanno dimostrato nelle urne di non aver affatto apprezzato questa scelta. Delle due l’una: o i sindaci del PD non si sono impegnati nella campagna elettorale pro-Alfieri, oppure non sono stati ascoltati dalle loro comunità. In ogni caso adesso per gli amministratori valdianesi del PD, già ai ferri corti, inizia il “day after”, e non mancheranno le rese dei conti. La verità è che il sud – e qui invece la citazione è di Pablo Neruda- “lentamente muore”, e i cittadini per sbarcare il lunario sono costretti a fare i conti con il sistema clientelare ancora imperante, accettando compromessi e svendendo la propria dignità per sopravvivere. Tartassati dalle tasse, mal collegati con il resto d’Italia e del Mondo, le comunità delle aree interne hanno visto crescere il gap rispetto ai loro connazionali, con la meritocrazia che in molti casi resta una parola senza significato. Ma c’è un giorno ogni 5 anni nel quale anche i cittadini del sud, nel segreto dell’urna, possono dimenticare le loro quotidiane schiavitù, e sentirsi liberi di dire la loro.-italia2tv-

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