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Rifiuti, 7 siti contaminati in tutto il Vallo di Diano


Suolo e acque sotterranee contaminate da idrocarburi, metalli e in un caso da agenti cancerogeni nei sette siti da bonificare in altrettanti comuni del Vallo di Diano, su ventiquattro dei quali dovranno essere fatte delle indagini per capire se sono contaminati mentre tre invece sono potenzialmente contaminati.È questo il quadro che viene fuori dal Piano regionale di bonifica della Regione Campania e che è stato pubblicato sull’ultimo numero del Bollettino Ufficiale della Regione da parte della direzione generale per l’ambiente, la difesa del suolo e l’ecosistema che ha approvato l’aggiornamento delle tabelle del piano che contiene l’elenco dei siti contaminati, quello dei siti dove invece le bonifiche sono state portate a termine e di quelli che invece devono essere ancora sottoposti a indagini.La mappatura è stata effettuata tenendo conto delle aree dove è stato registrato smaltimento illegale di rifiuti attraverso combustione non controllata e interramenti ed abbandono di rifiuti di diversa natura. Nel caso del comprensorio del Vallo di Diano, i siti che ancora attendono la bonifica sono la discarica ubicata a Caggiano, in località San Giovanni, la discarica in località Pastena a San Pietro al Tanagro, quella di Sala Consilina in località Sant’Angelo, la discarica comunale in località Difesa a Sant’Arsenio, quella di Sella del Corticato a Teggiano e infine quattro siti di proprietà privata che sono ubicati nei Comuni di Padula (1), Polla (1) e Sala Consilina (2).Andando ad analizzare nel dettaglio la situazione dei singoli siti da bonificare viene fuori che in tutti i comuni del comprensorio ad essere contaminati sono sia il suolo che le acque sotterranee e inoltre che gli agenti contaminanti sono soprattutto metalli ed idrocarburi e nel solo caso di Teggiano invece oltre ai metalli sono stati rilevati come contaminanti anche gli alifatici alogenati cancerogeni. La mappatura dei terreni contaminati è stata realizzata da un gruppo di lavoro istituto da una direttiva interministeriale del 2013, nella quale vegono riportate le indicazioni per lo svolgimento delle indagini tecniche per la mappatura dei terreni della Regione Campania destinati all’agricoltura di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto legge 136/2013.Il gruppo composto da rappresentanti di forze dell’ordine, enti, strutture e organismi nazionali e regionali con competenze in materia ambientale e sanitaria, è stato incaricato della mappatura, mediante esecuzione di indagini e utilizzo di strumenti di telerilevamento, dei terreni della Regione Campania che sono destinati all’agricoltura, al fine di accertare l’eventuale esistenza di effetti contaminanti a causa di sversamenti e smaltimenti abusivi anche mediante combustione.Per quanto riguarda i siti potenzialmente contaminati uno privato si trova a Padula, poi un’area agricola di proprietà privata ubicata a Sala Consilina e un’altra area privata a Teggiano. Erminio Cioffi -la città-

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