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Tragedia familiare a Padula. Comunità sconvolta dopo il drammatico gesto di Antonello Fiore


Un padre che prende tra le braccia suo figlio di appena 3 anni, un salto nel vuoto da un’altezza di dieci metri e le loro vite che vengono spazzate via dall’impatto con il selciato. E’ stato questo il tragico epilogo di una tragedia familiare che ancora non ha una spiegazione logica e che mai la avrà. Non solo la comunità di Padula, ma l’intero Vallo di Diano è sconvolto da ieri per questa tragedia dove a perdere la vita sono stati un padre, Antonello Fiore, infermiere 45enne di Padula e suo figlio Samuele. Il 45enne si è tolto la vita lanciandosi dal secondo piano dello stabile ubicato in via Tenente D’Amato nel cuore del centro storico della città della Certosa. Alla base del gesto potrebbero esserci una serie di situazioni legate al rapporto tra Antonello Fiore e la sua compagna e probabilmente anche la malattia neurologica che da qualche tempo gli era stata diagnosticata. Le salme si trovano presso l’ospedale “Luigi Curto” di Polla dove è stato effettuato ieri pomeriggio l’esame esterno e una serie di esami diagnostici hanno evidenziato la presenza di diverse fratture sia sul corpo di Antonello Fiore che su quello del piccolo Samuele. Entrambi sono deceduti sul colpo. Antonello Fiore era una persona tranquilla, così lo descrive in paese chi lo conosceva, era un tipo schivo ma di certo non era una testa calda. Lavorava come infermiere a Sala Consilina presso il Distretto Sanitario. “Aveva una grave malattia neurologica – racconta un suo collega – che ultimamente gli creava dei problemi di coordinazione dei movimenti e per questo motivo era stato trasferito a Sala Consilina dove avrebbe potuto continuare a lavorare nonostante il problema di salute”. Antonello faceva parte della Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale. “Sono tragedie dalle quali solo il Signore ci può salvare – ha detto Natalino Trotta, membro della Chiesa Cristiana Evangelica e amico della madre di Antonello – quello che è accaduto è terribile e il solo pensiero mi fa venire i brividi. Questo è uno dei casi dove il nemico delle nostre anime riesce ad approfittare dei momenti di debolezza e ciò è alla base di tragedie assurde come questa”. – Erminio Cioffi –ondanews-

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