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Bozza piano ospedaliero e destino del “Luigi Curto” di Polla: sul piede di guerra sindacati e medici

Arrivano le prime note critiche alla bozza di Piano relativo al riassetto dell’unità ospedaliera del Luigi Curto di Polla. L’Ospedale di Polla nelle proiezioni dell’Asl vede in linea di massima confermare il mantenimento delle specialistiche, ed in alcuni casi addirittura aumentare i posti letto come in Pediatria, Psichiatria, Geriatria e Medicina Interna, con l’apprezzamento delle diverse sigle sindacali che hanno notato lo sforzo politico e “l’impegno programmatico a potenziare e qualificare le principali strutture sanitarie del Vallo di Diano”. La bozza però prevede anche dei ridimensionamenti, “relativi alle unità ospedaliere di Nefrologia e Gastroenterologia attualmente presenti nel Presidio Ospedaliero di Polla, con soppressione assoluta dei posi liberi nel primo caso e nel secondo caso una cancellazione dell’unico posto libero previsto in Gastroenterologia, come da Piano Ospedaliero 2015” fanno sapere in una nota congiunta le sigle sindacali fials, cgil, cisl, uilfpl e il comitato Curo. Una decisione incomprensibile per il Dott. Francesco Buono, responsabile di Nefrologia e Dialisi di cui, come scrive in una nota “Non se ne capiscono bene le motivazioni essendo questa fortemente in attivo da diversi anni”. Nella nota del Dott. Buono si evidenzia l’incongruenza della chiusura di Nefrologia con il mantenimento della Dialisi: “da sola la dialisi senza la Nefrologia non ha senso – afferma Buono – perché non potrebbe risolvere i problemi legati alle complicanze della dialisi. Quindi se chiude la Nefrologia deve chiudere anche la Dialisi. E’ come la cardiologia senza l’Utic o l’Utic senza la cardiologia”. “Rimarrebbe attiva solo la nefrologia di Eboli a coprire un territorio fino a Sapri, senza alcun risparmio per l’Asl perché la chiusura di Polla obbligherebbe necessariamente un aumento dei posti letto e delle risorse a Eboli con l’unico effetto di privare la popolazione del Vallo di Diano della possibilità reale di curare le malattie renali”. “Un errore che è anche storico chiude Buono – vista “l’implosione delle malattie renali come conseguenza del diabete e dell’aumento della vita media”. Ancora più duri i sindacati e il comitato Curo per cui “la soppressione della Nefrologia e della Gastroenterologia sono una autentica offesa ed una grave mortificazione sia per i cittadini del Vallo di Diano che per gli operatori”. Ingiustificata, per i sindacati, anche la chiusura di Gastroenterologia data la presenza in “Campania di 135mila ricoveri (dopo l’Abruzzo il numero di ricoveri più alto in Italia) e una causa di morte di più di 5 uomini ogni 10.000 l’anno”. Appare quindi indispensabile per i sindacati correggere la stesura finale del Paino Ospedaliero Regionale.-italia2tv-

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