30/08/15

Da Atena Lucana parte “Il cammino silenzioso” verso la Madonna Nera di Viggiano

Il 2 settembre dall’Asineria EquinOtium di Atena Lucana ripartirà “Il cammino silenzioso”, un pellegrinaggio a piedi con due giovani ciucciarelle di nome Astrid e Viola. I nuovi pellegrini percorreranno i Monti della Maddalena, passando per strategici pozzi petroliferi della Val d’Agri, le fonti e i corsi d’acqua vitali, per riaccompagnare, domenica 6 settembre, a Viggiano, la Madonna delle Genti Lucane. Dopo l’esperienza simile del maggio scorso durante la quale furono donati alla Madonna Nera grani antichi e legumi, il ritorno sul Sacro Monte diventerà occasione per incontrare le genti che abitano la Lucania. Dopo la salita della primavera, la discesa che segna la fine dell’estate, il Sacro Monte di Viggiano rappresenta il punto d’incontro tra la terra, i suoi cicli, i suoi frutti e l’eterno, il cielo che distrugge, fa crescere e protegge. I pellegrini arrivati alla meta di questo nuovo viaggio consegneranno nelle mani della Madonna un elemento vitale per la Lucania: le acque che incontreranno durante il cammino, che raccoglieranno alle fonti dei Monti della Maddalena, nei pressi dei pozzi petroliferi, durante il cammino in Val d’Agri. L’acqua minacciata dal petrolio, la fonte primaria di nutrimento sarà affidata a chi saprà proteggerla più degli uomini. “Un pellegrinaggio, spiega Ivan di Palma dell’ Asineria EquinOtium, è anche ricerca, non solo dello Spirito del viandante, ma anche del senso profondo di chi abita i paesi e le montagne attraversate, diventare ospite vuol dire fermarsi ad ascoltare, attraversare vuol dire indagare ed essere indagato, così come camminare equivale a riflettere. Accanto all’intento principale che è quello di vivere con emozione ogni singolo passo che ci avvicina al Sacro Monte, con la volontà di creare un’equipe interdisciplinare che, attraverso sguardi diversi, racconti il viaggio e i protagonisti degli incontri lungo la strada e i sentieri. Una ricerca sociale che è tale solo perché è essa stessa un “fatto sociale”, un salire e scendere i crinali delle comunità e dei singoli abitanti tinti dal nero della Madonna di Viggiano e del petrolio. Un viaggio all’insegna del disincanto, conclude Ivan Di Palma, …senza folclore e pose fotografiche stucche oli in cui si cercherà di imprimere nei nostri cuori i sentieri di montagna e le persone che la abitano con la fiducia e la convinzione che qui più che mai sono sperimentabili nuovi percorsi e nuovi e diversi “gradi di apertura al mondo”.-italia2tv-

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