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Il Comitato "Se non ora quando" – Vallo di Diano, in difesa del Tribunale di Sala Consilina, sottolinea la specifica situazione delle donne che vi lavorano



Durante un’intervista ad un’emittente tv-web locale, una liceale, interrogata sull’ipotesi di chiusura del Tribunale di Sala Consilina, ha senza alcuna ombra di dubbio risposto: "Non vorrei da giovane mamma, avvocato, ritornare a casa alle 4 di pomeriggio".
Nel solco delle innumerevoli dichiarazioni a sostegno della permanenza nella cittadina salese del Palazzo di Giustizia, il Comitato Se non ora quando – Vallo di Diano vuole prendere spunto dalle dichiarazioni della studentessa per sottolineare la specifica situazione delle donne che ivi svolgono le loro mansioni professionali, sia come operatrici forensi che come personale amministrativo.
Una precipua realtà,che si connota per la forte presenza femminile in entrambi gli ambiti, sarebbe oltremodo danneggiata dalla circostanza di doversi spostare di decine chilometri per raggiungere il proprio posto di lavoro.
Per realtà territoriali quali quelle del Meridione, caratterizzate da indici di preoccupante disoccupazione femminile, è più che mai fondante invitare chi ha nelle mani il destino del Tribunale di Sala Consilina a tener conto di quanto possa essere penalizzante
chiudere il presidio per chi tenta, molto difficilmente, di conciliare i tempi del lavoro con quelli della famiglia.
Senza contare il fatto che la soppressione del Palazzo di Giustizia rende oltremodo oneroso anche
per le donne imprenditrici richiedere semplici atti amministrativi, indispensabili alla propria
azienda; come pure per le donne che si trovano nella necessità di presenziare alle udienze in qualità
di testimoni o di parti in causa.
In tali casi, dovrebbero sobbarcarsi anche dell’onere di recarsi in presidi giudiziari, allocati in centri urbani distanti centinaia di chilometri e raggiungibili solo con proprie autovetture, attesa l’esigenza di ritornare in tempi celeri a svolgere le proprie mansioni, soprattutto quelle familiari.
Il nostro Comitato esprime, inoltre, forti preoccupazioni per i problemi di ordine pubblico che si riverbererebbero sull’intera comunità con la chiusura del Tribunale, perché, ove manchi in un comprensorio territoriale tale presidio, le conseguenze sul controllo della criminalità e sull’argine al
suo espandersi sarebbero oltremodo dannose per la vivibilità del Vallo di Diano tutto.
Poiché siamo dell’opinione che la qualità della vita sia un’esigenza primaria, soprattutto per
le donne che svolgono le loro attività nel duplice ruolo di lavoratici e di elemento fondante di un nucleo familiare, il Comitato Se non ora quando- Vallo di Diano si associa a quanti in
questo particolare momento esprimono la loro ferma e netta protesta contro la soppressione del Tribunale di Sala Consilina.
Nel contempo, si dichiara disponibile a lavorare contro tale ipotesi con unità d’intenti, auspicando che siffatta emergenza sia in grado di accomunare chi, pur in presenza di opinioni politiche divergenti, avverta quale fondamentale la necessità di mettere in prime piano la tutela del nostro Palazzo di Giustizia.
E’ nelle grandi battaglie che si ritrova l’unità, quindi, parafrasando il nostro motto "Se non ora,quando?", si sollecita a ragionare congiuntamente sulle opportunità strategiche da mettere in campo per conseguire i risultati sperati, ma, soprattutto, per rendere il nostro comprensorio territoriale una comunità in grado di affrontare le sfide che si presenteranno al proprio cospetto.

Comitato "Se non ora quando" - Vallo di Diano


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